Aggiornato al 11/03/2026

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Voltaire

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La strategia di Putin: ciò che la narrazione occidentale non dice

di Achille De Tommaso

 

Una risposta documentata all'articolo «Il tramonto di Putin» di V.Rampolla.

L'articolo di Vincenzo Rampolla presenta una lettura unidimensionale dell'economia e della condotta bellica russa, adottando quasi alla lettera le parole di Kaja Kallas, secondo la quale «la Russia è distrutta» e la sua «economia a pezzi». Una narrazione comoda, ma che i dati di fonti autorevoli e indipendenti (FMI, Banca Mondiale, U.S. Energy Information Administration, Destatis, Commissione Europea, CSIS, RUSI) smentiscono in più punti. Ciò che manca in quella ricostruzione è il quadro complessivo della strategia russa: non soltanto economica, ma militare e geopolitica.

I — LA STRATEGIA MILITARE

1. La guerra di logoramento: non un fallimento, ma un calcolo

La narrazione dominante in Occidente descrive la guerra russa come un fallimento perché non ha prodotto una vittoria rapida. In realtà, secondo la valutazione del 2025 della Defense Intelligence Agency degli Stati Uniti, la Russia ha adottato deliberatamente una strategia di logoramento, mirata a degradare la capacità e la volontà di resistenza dell'Ucraina, calcolando di poter drenare le risorse di Kiev e superare in durata il sostegno occidentale [1]. Mosca, pur preferendo avanzamenti più rapidi, si è dichiarata a proprio agio con il costo delle sue lente avanzate.

Il buon Vincenzo non ricorda la storia, che ha sempre premiato la “guerra di logoramento” russa. Gliela ricordo:

La guerra di logoramento non è un ripiego per la Russia: è la sua dottrina storica naturale, la strategia in cui eccelle da secoli. Il paradigma è la campagna del 1812 contro Napoleone. La Grande Armée entrò in Russia con oltre 600.000 uomini, la più grande forza militare mai assemblata fino a quel momento. I russi, sotto Kutuzov, rifiutarono sistematicamente la battaglia decisiva che Napoleone cercava. Si ritirarono, bruciarono i raccolti, svuotarono le città, Mosca compresa, data alle fiamme, e lasciarono che lo spazio, il tempo e l'inverno facessero il lavoro. Dei 600.000 che entrarono, ne tornarono meno di 30.000. Napoleone non fu sconfitto da un esercito: fu sconfitto da una strategia di consumazione.

Lo stesso schema si ripete nella Seconda guerra mondiale. L'Operazione Barbarossa fu la Blitzkrieg più ambiziosa mai tentata: tre milioni di soldati tedeschi su un fronte di 2.900 chilometri. I primi mesi furono un disastro per l'Armata Rossa, con milioni di prigionieri e perdite enormi. Ma Stalin aveva ciò che Napoleone non si aspettava e che Hitler sottovalutò: la profondità strategica per assorbire il colpo, la capacità industriale per rigenerare le perdite (le fabbriche smontate e trasferite oltre gli Urali), e la volontà di accettare un livello di perdite che qualsiasi società occidentale considererebbe intollerabile. Stalingrado, Kursk, Bagration: la controffensiva sovietica fu possibile perché i russi avevano prima lasciato che la Wehrmacht si logorasse contro lo spazio e il tempo.

Medita, Vincenzo, medita.

Il CSIS (Center for Strategic and International Studies) conferma questa lettura: la Russia sta intraprendendo la guerra di logoramento e può, alla fine sopraffare e resistere più a lungo dell'Ucraina (e dell’Europa). L'economia è stata mobilitata a sostegno dello sforzo bellico, con le fabbriche della difesa operanti a ciclo continuo 24 ore su 24 e il 40% del bilancio federale 2025 destinato a militare e sicurezza [2].

2. Avanzamenti territoriali: lenti ma costanti

Sul terreno, i dati confermano un'avanzata lenta ma continua. Nel 2024 le forze russe hanno conquistato circa 3.604 km² di territorio ucraino [3]. Nel 2025 l'avanzata è stata maggiore: circa 4.831 km², pari allo 0,8% dell'Ucraina, a cui si aggiungono circa 473 km² ripresi nell'Oblast di Kursk [3]. Secondo il Moscow Times, i guadagni territoriali del 2025 hanno superato quelli del 2023 e 2024 combinati, rappresentando il più grande avanzamento dalla fase iniziale dell'invasione [4].

A dicembre 2025, secondo il gruppo OSINT ucraino DeepState, le forze russe occupavano 115.862 km² di territorio ucraino, pari al 19,19% del Paese [5]. Da gennaio 2025, la media mensile di avanzamento russo è stata di circa 456 km² (176 miglia quadrate) al mese [5]. La città-fortezza di Pokrovsk è stata presa quasi interamente, e le difese ucraine, secondo l'Economist, si ritirano più velocemente che in qualsiasi altro momento dall'inizio della guerra [5].

Non si tratta di una blitzkrieg, ma la Russia non sta ora pianificando per ottenerlo. È una strategia di pressione costante su una linea del fronte di oltre 1.000 chilometri, che obbliga l'avversario a disperdere le proprie forze e risorse. E non è di solo logoramento di Kiev, ma anche dell’Europa. E non solo dell’Europa. Chi non vede questa strategia è cieco.

3. L'esaurimento delle scorte occidentali

Il vero obiettivo strategico del logoramento non è solo l'Ucraina, ma i suoi alleati. L'ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato Militare NATO, lo ha dichiarato senza mezzi termini: «Il fondo del barile è ormai visibile. Abbiamo cominciato a dare armi da magazzini mezzo vuoti o peggio, e ora sono quasi a secco» [6].

Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha ripetuto almeno tre volte nel 2025 un dato sconcertante: in termini di munizioni, la Russia produce in tre mesi ciò che l'intera NATO produce in un anno [7]. La produzione russa di proiettili d'artiglieria da 122mm e 152mm è passata da 0,4 milioni nel 2022 a circa 4,2 milioni all'anno nel 2025, mentre l'obiettivo NATO di 2 milioni di proiettili da 155mm all'anno è stato rimandato al 2026 [8].

Come ha scritto il Royal United Services Institute (RUSI) di Londra, la produzione americana non è sufficiente a ricostituire le proprie scorte e a soddisfare i bisogni dell'Ucraina contemporaneamente, e i Paesi europei cercano di gestire una situazione sempre più pericolosa partendo da una postura industriale e difensiva da tempo di pace [9]. La stima della società di consulenza Nammo è che, ai ritmi produttivi attuali, ci vorrebbero 40 anni per ricostituire le scorte nazionali di munizioni svuotate [10].

Il RUSI conclude che uno scenario critico per la NATO potrebbe essere se nascesse un conflitto simultaneo che impegni le forze americane nell'Indo-Pacifico; trovando l’Occidente sguarnito, mentre: «Entro il 2026-2028, l'industria russa sarà a un pieno regime di produzione bellica per anni, permettendo di ricostruire le sue forze sempre più temprate dal combattimento» [9].

4. La distruzione sistematica dell'infrastruttura energetica ucraina

Parallelamente alla guerra di terra, la Russia conduce una campagna sistematica di distruzione dell'infrastruttura energetica ucraina. Nell'autunno 2025, l'infrastruttura energetica ucraina operava a solo un terzo della capacità di generazione pre-invasione. Il 64% della capacità di generazione elettrica ucraina (36 su 56 GW) risultava distrutto o sotto occupazione. Il 90% della capacità termica e il 60% della produzione di gas erano stati eliminati [5]. Secondo l'Institute for the Study of War, la campagna di attacchi russi è vicina a dividere la rete elettrica ucraina est-ovest, con le regioni orientali «sull'orlo del blackout» [5].

II — L'ECONOMIA: CHI STA DAVVERO ARRETRANDO?

5. La Russia è la quarta economia mondiale

Nel maggio 2024 la Banca Mondiale ha classificato la Russia come la più grande economia europea e la quarta al mondo in termini di PIL a parità di potere d'acquisto (PPP) [11]. Nel 2024 il PIL russo in PPP ha raggiunto i 6.920 miliardi di dollari, con un divario raddoppiato rispetto al Giappone (514 miliardi) [12]. Per il 2025 le stime FMI proiettano il PIL russo in PPP a 7.143 miliardi di dollari [13].

Il PIL reale russo è cresciuto del 4,1% nel 2023 e del 4,3% nel 2024 [14]. Nel luglio 2024 la Banca Mondiale ha riclassificato la Russia come Paese ad alto reddito, con un reddito nazionale lordo pro capite di 14.250 dollari [15].

6. La Germania e l'Europa in stagnazione: il vero prezzo delle sanzioni

Mentre la Russia cresceva del 4%, la Germania faceva il percorso inverso: PIL -0,2% nel 2024, dopo -0,3% nel 2023, con un prodotto reale fermo ai livelli del 2019 [16]. Dal 2017 l'economia tedesca è cresciuta complessivamente dell'1,6%, contro una media UE del 9,5% [17]. Nel terzo trimestre 2025 Destatis ha registrato crescita zero, prospettando un terzo anno consecutivo di stagnazione [18].

La base industriale tedesca si sta erodendo: la produzione industriale nel 2024 era al 90% dei livelli 2015, le aziende delocalizzano, e per alcune imprese i costi del gas arrivano al 90% dei costi totali di produzione [17][19]. L'intera Eurozona prevede una crescita dello 0,9% nel 2025 [20]. Chi ha pagato il prezzo delle sanzioni: Mosca o Berlino?

7. Piena occupazione e salari record

Il tasso di disoccupazione russo è sceso al record storico del 2,1% a novembre 2025 [21]. I salari nominali sono cresciuti del 15% nel 2023 e del 18% annuo a maggio 2024, raggiungendo 86.384 rubli medi mensili (circa 920 euro) [22]. Secondo un sondaggio Gallup del 2025, il 39% dei russi dichiara di vivere comodamente con il proprio reddito (era il 27% nel 2021), mentre solo il 22% dichiara difficoltà [23].

8. Il pivot energetico verso l'Asia

Nel 2025 la Russia ha esportato circa 238 milioni di tonnellate di petrolio, con l'80% delle forniture dirette a Cina e India [24]. Secondo la U.S. Energy Information Administration, le esportazioni verso la Cina hanno raggiunto una media di 2,2 milioni di barili al giorno nel 2024; quelle verso l'India sono passate da 50.000 barili al giorno nel 2020 a 1,7 milioni nel 2024 [25]. La pipeline Power of Siberia 1 ha raggiunto la piena capacità nel 2024, con circa 31 miliardi di metri cubi di gas verso la Cina e previsioni di 40 miliardi per il 2025 [26].

9. Un debito pubblico tra i più bassi al mondo

L'articolo cita un debito pubblico di 319,8 miliardi di dollari come dato allarmante. In realtà, il rapporto debito/PIL russo è circa il 20-22%, contro il 62% della Germania, l'82% della media UE e il 137% dell'Italia. La Russia è un Paese creditore netto, con una posizione netta internazionale positiva dal 2013 [11]. Il debito/PIL dell'UE è previsto in aumento fino all'84,5% nel 2026, con cinque Stati membri oltre il 100% [20].

10. La costruzione di un sistema finanziario alternativo

Il 90% del commercio russo intra-BRICS avviene ormai in valute nazionali [27]. Il commercio bilaterale India-Russia in valute locali ha raggiunto il 90%, con un obiettivo di 100 miliardi di dollari entro il 2030 [28]. Il sistema cinese CIPS conta 1.467 partecipanti indiretti in 119 Paesi, collegando 4.800 banche in 185 Paesi [29]. I BRICS allargati rappresentano il 45% della popolazione mondiale e il 35% del PIL globale [27].

* * *

Conclusione: i limiti del modello russo e la vera domanda

Sarebbe scorretto presentare un quadro solo positivo. Il rallentamento è reale: l'FMI ha rivisto la crescita russa 2025 allo 0,6%, con un tasso di interesse al 21% nel 2024 (ridotto al 16% a inizio 2026) che strozza il credito privato [14][30]. L'inflazione alimentare ha superato quella generale, e il prezzo delle patate è salito del 167% [23]. Sul campo, la Russia ha subito circa 1,2 milioni di perdite dall'inizio del conflitto [3]. Un'economia di guerra non difficilmente sostenibile indefinitamente.

Ma la narrazione di una Russia «distrutta» e in «tramonto» non regge di fronte ai dati. La Russia è, ripeto, quarta economia mondiale, ha piena occupazione, salari in crescita, debito basso, esportazioni energetiche riorientate con successo, una produzione bellica che surclassa l'intera NATO; avanzamenti territoriali costanti e un sistema finanziario alternativo in costruzione. L'Europa, al contrario, stagna economicamente, ha svuotato i propri arsenali, dipende dall'energia importata a costi crescenti e fatica a produrre le munizioni di cui avrebbe bisogno.

La vera domanda non è se Putin sia al «tramonto». La domanda è: quale delle due parti è meglio posizionata per sostenere un confronto prolungato?

* * *

FONTI

[1] U.S. Defense Intelligence Agency, 2025 Worldwide Threat Assessment, presentato all'Armed Services Committee della Camera: strategia russa di logoramento mirata a «drenare le risorse dell'Ucraina e superare in durata il sostegno occidentale».

[2] CSIS, «Russia's War in Ukraine: The Next Chapter» (febbraio 2026): fabbriche della difesa a ciclo continuo; 40% del bilancio federale 2025 a militare e sicurezza; spesa difesa al 7,2% del PIL.

[3] CSIS, «Russia's Grinding War in Ukraine» (febbraio 2026): 3.604 km² conquistati nel 2024, 4.831 km² nel 2025; circa 1,2 milioni di perdite russe dall'inizio del conflitto; velocità media di avanzamento 15-70 metri/giorno.

[4] The Moscow Times, «Russian Army Makes Biggest Territorial Gains in 2025 Since First Year of Full-Scale Invasion» (2 gennaio 2026): guadagni 2025 superiori alla somma di 2023 e 2024.

[5] Russia Matters (Harvard Kennedy School), War Report Card, 23 dicembre 2025: 115.862 km² occupati (19,19% dell'Ucraina); media mensile 2025 di 176 miglia² di avanzamento; infrastruttura energetica ucraina al 33% della capacità.

[6] CNN, «Western ammo stocks at bottom of the barrel» (4 ottobre 2023): dichiarazione dell'ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato Militare NATO.

[7] Euronews, «Is Russia producing a year's worth of NATO ammunition in three months?» (18 luglio 2025): dichiarazione del segretario generale NATO Mark Rutte, ripetuta almeno tre volte nel 2025.

[8] Atlas Institute for International Affairs, «The Strategic Ammunition Gap» (ottobre 2025): produzione russa da 0,4 milioni di proiettili (2022) a 4,2 milioni/anno (2025); Russia produce in 3 mesi quanto NATO in 1 anno; obiettivo NATO 2 mln/anno rimandato al 2026.

[9] RUSI (Royal United Services Institute), «Europe Must Urgently Prepare to Deter Russia Without Large-Scale US Support»: produzione USA insufficiente a ricostituire scorte proprie e soddisfare bisogni ucraini; «entro 2026-2028 industria russa a pieno regime per anni».

[10] Lawfare, «Ukraine's Artillery Shell Shortfall» (aprile 2024): stima Nammo di 40 anni per ricostituire le scorte nazionali ai ritmi produttivi attuali.

[11] Wikipedia, Economy of Russia (fonti: World Bank, IMF): Russia 4ª economia PPP, creditore netto, NIIP positiva dal 2013, debito tra i più bassi delle grandi economie. World Bank classificazione alto reddito, maggio 2024.

[12] World Bank data, riportati da RuNews24 (16 luglio 2025): PIL PPP Russia $6.920 Mld nel 2024, Giappone $6.400 Mld, divario raddoppiato.

[13] IMF World Economic Outlook, ottobre 2025, via StatisticsTimes.com: PIL PPP Russia 2025 stimato a $7.143 Mld.

[14] GIS Reports Online, «Russia's economy faces years of low growth» (febbraio 2026): PIL reale +4,1% nel 2023 e +4,3% nel 2024; tasso BCR al 21% nel 2024, ridotto al 16% a inizio 2026; FMI stima crescita 2025 allo 0,6%.

[15] World Bank, «Russia was classified as a high-income country» (20 marzo 2025): RNL pro capite $14.250 nel 2023.

[16] Destatis, comunicato stampa 15 gennaio 2025: PIL tedesco -0,2% nel 2024. Commissione Europea, Economic Forecast Germany: PIL reale 2024 ai livelli del 2019.

[17] Atlantic Council, «Germany's economy has gone from engine to anchor» (19 febbraio 2025): crescita tedesca +1,6% dal 2017 vs media UE +9,5%; produzione industriale 2024 al 90% dei livelli 2015.

[18] Xinhua, «Germany faces renewed recession fears as GDP stalls in Q3» (31 ottobre 2025): contrazioni 2023-2024, crescita zero nel Q3 2025.

[19] EST Think Tank, «The stagnation of Europe's largest economy» (marzo 2025): costi gas fino al 90% dei costi totali per alcune imprese tedesche.

[20] Commissione Europea, Spring 2025 Economic Forecast: PIL Eurozona +0,9% nel 2025; debito/PIL UE previsto all'84,5% nel 2026.

[21] Trading Economics / Rosstat: disoccupazione al 2,1% a novembre 2025, record storico.

[22] Bank of Finland BOFIT, Weekly 2024/31: salari nominali +15% nel 2023; salario medio 86.384 rubli (≈€920) a maggio 2024, +18% annuo.

[23] Gallup, «Russian Economic Outlook Dims After Post-Invasion High» (13 novembre 2025): 39% vive comodamente (vs 27% nel 2021); inflazione patate +167%.

[24] OilPrice.com / TASS, dichiarazioni vice PM Novak (febbraio 2026): esportazioni petrolio 238 mln t nel 2025; 80% a Cina e India.

[25] U.S. EIA, «Russia's oil exports shifting toward Asia» (2025): Cina 2,2 mln b/g nel 2024; India da 50.000 a 1,7 mln b/g (2020-2024).

[26] New Lines Institute, «Russia Is Capitalizing On Rising LNG Demand» (settembre 2025): Power of Siberia 1 a ~31 Mld mc nel 2024, previsione 40 Mld mc nel 2025.

[27] GIS Reports Online, «BRICS making progress on payment system» (ottobre 2025): 90% commercio russo intra-BRICS in valute nazionali; BRICS = 45% popolazione mondiale, 35% PIL globale.

[28] Diplomatist, «The growing trend of De-dollarisation» (27 maggio 2025): 90% commercio India-Russia in valute locali; obiettivo $100 Mld entro 2030.

[29] Chicago Policy Review, «BRICS and the Shift Away from Dollar Dependence» (novembre 2025): CIPS con 1.467 partecipanti in 119 Paesi, 4.800 banche in 185 Paesi.

[30] IMF via The Moscow Times (14 ottobre 2025) e Reuters: previsione PIL Russia 2025 rivista allo 0,6%.

 

Scritto con la collaborazione di

ADT – Istituto per la Complessità Contemporanea


 

Inserito il:10/03/2026 17:45:26
Ultimo aggiornamento:10/03/2026 18:23:14
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