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Criminalità di migranti in Svezia: dal disastro alla svolta
di Achille De Tommaso
Quando la politica decide di governare, e la magistratura coopera, i numeri cambiano.
Esiste un dibattito ricorrente in Italia: i fenomeni migratori e la criminalità collegata non possono essere messi sotto controllo democraticamente; qualsiasi politica restrittiva è inutile, repressiva o antidemocratica. La Svezia dimostra che questa convinzione è falsa.
PERCHÉ PROPRIO LA SVEZIA?
Primo: presentava una situazione di criminalità legata all'immigrazione più drammatica di quella italiana. Tra il 2010 e il 2021, la Svezia accolse oltre 650.000 richiedenti asilo (picco 2015: 162.877 domande, 16,8 per 1.000 abitanti—il tasso più alto pro-capite dell'UE). Il risultato fu un disastro documentato da fonti ufficiali svedesi (BRÅ, Polizia svedese, Migrationsverket): omicidi con armi da fuoco +270% (da 17 nel 2005 a 63 nel 2022), oltre 800 esplosioni in sei anni (fenomeno unico in Europa, "paragonabile solo al Messico" secondo il BRÅ), 61 aree vulnerabili dove lo Stato perse il controllo territoriale (23 "particolarmente vulnerabili"), 200+ gang criminali attive con 5.000 membri, disoccupazione immigrati extraeuropei al 22,4%. La composizione etnica della criminalità era drammatica: stranieri di prima e seconda generazione rappresentavano il 78% dei membri delle gang, rischio 4,5x di essere sospettati per omicidio rispetto a svedesi nativi (dati BRÅ 2021 normalizzati per età, sesso, reddito, istruzione).
Secondo: ha messo questo fenomeno sotto controllo con politiche democraticamente approvate dal Parlamento. L'11 settembre 2022, gli elettori svedesi votarono per il cambiamento: la coalizione di centrodestra guidata da Ulf Kristersson vinse con il sostegno esterno dei Democratici Svedesi (20,5%, secondo partito del paese). Il nuovo governo firmò il Tidö Agreement (14 ottobre 2022): "La politica migratoria svedese sarà adeguata al livello minimo previsto dal diritto dell'Unione Europea". Abolizione protezione umanitaria nazionale oltre i minimi UE, solo permessi temporanei (13 mesi rinnovabili), permessi permanenti solo dopo 8 anni di lavoro documentato, requisiti economici stringenti per ricongiungimenti (13.000 SEK/mese), target +50% espulsioni, quote reinsediamento ridotte da 5.000 a 900 rifugiati/anno. Legge Anti-Gang (settembre 2023): zone di perquisizione senza mandato, pene aggravate del 50% per crimini in aree vulnerabili, nuovo reato di "associazione criminale" (fino a 8 anni), abolizione sconto pena per giovani 18-21 anni. I risultati 2022-2024 sono documentati: arrivi -94% (da 162.877 nel 2015 a 9.634 nel 2024), omicidi -24% (da 121 nel 2023 a 92 nel 2024, minimo decennale), morti con armi da fuoco -28% (da 63 nel 2022 a 45 nel 2024), sparatorie -24% (da 391 nel 2022 a 296 nel 2024), espulsioni +25% (da 7.940 nel 2020 a 9.910 nel 2024, tasso esecuzione 58% vs 6% Italia), disoccupazione immigrati da 22,4% a 17,1% (-5,3 punti).
Terzo: in Svezia, la magistratura applica le leggi che il Parlamento approva, anche quando sono drastiche. Non si oppone politicamente, non blocca le politiche governative, non si percepisce come "contropotere". A differenza dell'Italia (dove TAR/Cassazione bloccano ripetutamente espulsioni verso "paesi sicuri" ritenendo norme in contrasto con diritto UE), in Svezia i tribunali amministrativi hanno applicato rigorosamente le nuove leggi migratorie approvate dal Parlamento nel periodo 2022-2024, con riduzione progressiva ricorsi accolti. Questo NON indica influenza politica sulla magistratura: la Svezia è al 4° posto mondiale nel Rule of Law Index 2024 (vs 32° Italia), i giudici NON sono nominati dal governo, il sistema giudiziario svedese è tra i più indipendenti d'Europa. Le vere ragioni del calo ricorsi accolti: (1) leggi scritte esplicitamente coerenti con minimi UE, eliminando spazio contestazioni giudiziarie; (2) applicazione rigorosa da magistratura indipendente; (3) maggiori risorse tribunali (tempi decisione da 8-12 mesi nel 2021 a 5-7 mesi nel 2024); (4) consenso bipartisan (anche Socialdemocratici votarono molte riforme); (5) qualità domande asilo in calo (più "secondary movements" e domande economiche mascherate).
LA LEZIONE FONDAMENTALE: Una delle condizioni fondamentali per governare i fenomeni migratori è che la magistratura cooperi con il governo democraticamente eletto nell'applicare le leggi, invece di contestarle politicamente. Questo è possibile quando i ruoli sono chiari: il Parlamento decide le politiche, la magistratura le applica. La separazione delle carriere è lo strumento istituzionale che garantisce questa chiarezza di ruoli. La Svezia ha la separazione totale delle carriere: giudici e pubblici ministeri seguono percorsi completamente separati fin dall'inizio, con la Swedish Prosecution Authority "completamente indipendente" ma dove "any ministerial interference in cases is unconstitutional". La magistratura svedese ha applicato la legge, non ha "cooperato politicamente" né "ostacolato" l'esecutivo. La differenza con l'Italia sta nella qualità della legislazione (scritta coerentemente con diritto UE) e nel consenso politico trasversale.
CRITICITÀ PERSISTENTI: Le esplosioni sono triplicate (da 90 nel 2022 a 317 nel 2024) per cambio tattico gang e conflitti interni gang Foxtrot. Rimangono 17 aree "particolarmente vulnerabili" (-26% da 23 nel 2021, ma ancora numero alto per paese di 10 milioni di abitanti). Disoccupazione immigrati extraeuropei migliorata ma ancora doppia rispetto a nativi svedesi (17,1% vs 8,9%). L'integrazione economica richiederà ancora anni.
CONFRONTO ITALIA-SVEZIA: La Svezia esegue il 58% delle espulsioni decretate, l'Italia il 6%. Differenze strutturali: (1) Geografia: Svezia circondata da paesi UE/Schengen, un solo confine terrestre controllabile; Italia con 7.900 km coste, confine marittimo con Nord Africa instabile. (2) Accordi internazionali: Svezia ha leva diplomatica forte (aiuti allo sviluppo condizionati), paesi di origine cooperano; Italia dipende da Tunisia/Libia che ricattano, Libia senza governo unico. (3) Sistema giudiziario: Svezia tempi procedura 187 giorni (2024), Italia ~800 giorni; Svezia efficiente strutturalmente, Italia inefficiente sistemicamente. (4) Magistratura: Svezia con separazione carriere applica leggi senza contestarle; Italia senza separazione carriere vede magistratura come "contropotere".
COSA L'ITALIA PUÒ IMPARARE: (1) La volontà politica conta: target espliciti, pressione diplomatica, condizioni peggiorate per irregolari producono risultati se non ostacolati dalla magistratura. (2) L'integrazione economica è cruciale: obbligo partecipazione corsi, riduzione sussidi per chi rifiuta lavori, formazione linguistica intensiva. (3) La criminalità organizzata immigrata va affrontata subito: le "proto-no-go-zones" italiane vanno affrontate adesso prima che diventino Rosengård. (4) Fare leggi apposite è opportuno: convergenza esplicita ai minimi UE elimina spazio contestazioni giudiziarie. (5) La separazione delle carriere è determinante: la magistratura svedese è efficiente perché era già indipendente E separata; l'Italia ha problema di inefficienza sistemica E dipendenza politica del sistema giudiziario attraverso il CSM controllato da correnti.
CONFRONTO DECRETO SICUREZZA ITALIANO POST-MATTARELLA VS POLITICHE SVEDESI: Dopo l'intervento del Presidente Mattarella (febbraio 2026), il decreto italiano prevede: fermo 12 ore con controllo magistrato immediato, diritto appello su espulsioni, nessuna retroattività. La Svezia invece ha: revocato retroattivamente 185.000 permessi permanenti già concessi (proposta settembre 2025), obbligato operatori sociali a denunciare irregolari ("snitch law"), offerto 32.000€ per indurre emigrazioni volontarie. La Svezia è meno democratica? No: è 4° posto mondiale Rule of Law Index vs 32° Italia. Il paradosso: la separazione carriere svedese crea magistrati che applicano leggi parlamentari senza sindacarle politicamente. In Italia, carriere unificate producono magistratura-contropotere che blocca anche misure moderate. Risultato: Parlamento svedese democraticamente eletto può adottare politiche drastiche senza opposizione giudiziaria; governo italiano viene fermato su misure più blande.
APPENDICE SCANDINAVIA 2026: Mentre questo studio andava in stampa (febbraio 2026), Danimarca ha introdotto espulsione automatica immigrati condannati per reati senza eccezioni (governo socialdemocratico); Norvegia ha annunciato inasprimento drastico: requisiti reddituali famiglia aumentati, quota rifugiati ridotta a minimo 100/anno, stretta ricongiungimenti, rimpatri accelerati; Svezia ha introdotto revoca status rifugiato per chi torna volontariamente nel paese d'origine per vacanza. Tutti paesi ai vertici mondiali per Rule of Law (Danimarca 1°, Norvegia 2°, Svezia 4°).
CONCLUSIONE: La Svezia ha sfatato il pensiero progressista per cui i migranti (e i loro crimini) non si possono arrestare. Politiche migratorie restrittive + operazioni anti-gang coordinate + legislazione coerente con UE + magistratura che applica rigorosamente la legge senza ostacolarne l'esecuzione producono risultati documentabili in 2-3 anni. Un governo non ostacolato dalla magistratura può porre argini efficaci ai fenomeni migratori. Fare leggi apposite è opportuno: la convergenza esplicita ai minimi UE elimina spazio per contestazioni giudiziarie. Ma i risultati richiedono anni, i problemi non scompaiono completamente, l'efficienza conta più dell'ideologia. L'Italia può imparare dalla Svezia guardando i dati reali, non la propaganda politica. La verità, come sempre, sta nei dati.
I dati provengono esclusivamente da fonti ufficiali svedesi (BRÅ—Consiglio Nazionale per la Prevenzione della Criminalità, Migrationsverket—Agenzia Migrazioni, Polizia svedese, Statistics Sweden), database ufficiali UE (Eurostat, ECRE/AIDA), organizzazioni internazionali (OECD, World Justice Project). Non sono opinioni politiche ma statistiche governative che raccontano una storia inequivocabile.
Scritto con la collaborazione di:
ADT – Istituto per la Complessità Contemporanea


