Eugène Delacroix - La libertà che guida il popolo (La Liberté guidant le peuple), 1830
Trump, Maduro e l'ipocrisia selettiva dell'occidente progressista
di Achille de Tommaso
Quando la sinistra europea scopre improvvisamente il diritto internazionale che aveva dimenticato con Gheddafi, Saddam e bin Laden. E dimentica la Rivoluzione Francese.
L’operazione statunitense contro Nicolás Maduro ha prodotto un riflesso pavloviano nella sinistra italiana, che tra ieri e oggi ha riscoperto, con sorprendente puntualità, la sacralità della sovranità nazionale e del diritto internazionale. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha parlato di “aggressione a uno Stato sovrano” e di “grave violazione del diritto internazionale”, chiedendo al governo italiano di attivarsi “con urgenza in tutte le sedi multilaterali” per ristabilire il primato della diplomazia (ANSA, 3 gennaio 2026; la Repubblica, 4 gennaio 2026). Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rincarato la dose definendo l’azione americana “un’aggressione priva di qualsiasi base giuridica” e “un precedente pericoloso” (Il Fatto Quotidiano, 4 gennaio 2026).
Sulla stessa linea si è collocata Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che in una nota ufficiale ha denunciato “l’ennesima dimostrazione dell’imperialismo statunitense” e “la violazione della sovranità venezuelana in spregio alle regole internazionali” (comunicato AVS, 4 gennaio 2026). Ancora più esplicito Piero Sansonetti, che sulle colonne de L’Unità ha parlato di “atto di forza fuori dal diritto” e di “ritorno alla legge del più forte mascherata da giustizia” (L’Unità, 4 gennaio 2026).
C’è però un punto più profondo che la sinistra sembra aver rimosso, ed è un punto fondativo della modernità politica: i diritti sociali vengono prima dei doveri istituzionali. Non lo dice Trump, lo insegna la storia. La Rivoluzione francese, considerata a buon diritto la pietra miliare dell’era moderna, non nacque per difendere l’intangibilità delle istituzioni, ma per abbatterle quando avevano cessato di garantire pane, libertà e dignità. La sovranità non era sacra in sé, lo era solo nella misura in cui serviva i cittadini. Quando smetteva di farlo, diventava illegittima.
È questa lezione che oggi viene rovesciata. In nome del diritto internazionale si finisce per difendere la permanenza di regimi che hanno distrutto i diritti sociali, prodotto miseria di massa, repressione e migrazioni forzate. E se le sinistre italiane hanno dubbi in merito vadano a parlare col popolo venezuelano.
Il coro della sinistra, aiutato da membri della UE, è dunque compatto: parole forti, indignazione rituale, appelli solenni al diritto internazionale. Tutto molto lineare, se non fosse che questa improvvisa venerazione delle regole arriva sempre dopo, mai prima. Ed è qui che la polemica contro Donald Trump rivela tutta la sua fragilità intellettuale. Perché le stesse forze politiche che oggi denunciano l’“aggressione” americana hanno per anni convissuto senza eccessivi traumi morali con interventi ben più devastanti, purché firmati da leader più ideologicamente “amici”.
E di seguito commento alcuni fatti storici.
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Il Caso Venezuela: Dittatura Certificata
Partiamo dai dati. Il Venezuela di Maduro non è una democrazia imperfetta – è una dittatura kleptocratica documentata da ogni organizzazione internazionale credibile. Human Rights Watch denuncia dal 2017 "torture sistematiche, esecuzioni extragiudiziali e repressione violenta del dissenso". L'ONU ha certificato oltre 7 milioni di rifugiati venezuelani, la più grande crisi migratoria dell'emisfero occidentale.
L'economia è collassata del 75% dal 2013, e non per sanzioni americane, queste sono arrivate dopo, ma per l'esproprio sistematico dell'industria privata, la corruzione endemica e l'incompetenza gestionale del regime chavista. Come documentato da The Economist, il Venezuela ha le maggiori riserve petrolifere del mondo ma importa benzina perché PDVSA, la compagnia statale, è stata saccheggiata dai gerarchi del regime.
Le elezioni? Una farsa. L'Unione Europea stessa ha rifiutato di inviare osservatori nel 2018 definendo il processo "privo di condizioni minime di credibilità". Juan Guaidó, riconosciuto come presidente legittimo da 60 paesi inclusi USA, Canada, e gran parte dell'UE, rappresentava la continuità costituzionale violata da Maduro.
Eppure, quando Trump agisce contro questo regime, improvvisamente la sinistra scopre il "principio di non interferenza".
Gheddafi: Quando Bombardare era Progressista
Flashback al 2011. La Libia di Muammar Gheddafi sta reprimendo violentemente le proteste della Primavera Araba. L'Occidente reagisce con l'Operazione Unified Protector: 26.000 missioni aeree NATO, 6.000 bombe sganciate, sostegno diretto ai ribelli armati.
Risultato? Gheddafi catturato e ucciso dai ribelli mentre urlava "Cosa vi ho fatto?". Hillary Clinton, allora Segretario di Stato, celebrava ridendo: "We came, we saw, he died". La Libia precipitava in una guerra civile decennale con milizie jihadiste, mercati di schiavi e 20.000 morti.
La sinistra italiana? Silenzio imbarazzato, quando non aperto sostegno. Il PD votò a favore della missione. Articoli su Repubblica e L'Espresso celebravano "la liberazione del popolo libico". Nessuna manifestazione contro l'imperialismo. Nessun appello alla sovranità nazionale.
Perché? Perché Gheddafi era politically correct, da odiare: dittatore eccentrico, nemico storico dell'Occidente, formalmente di destra. Maduro invece si fregia dell'etichetta "socialista", e questo basta a garantirgli l'immunità morale della sinistra europea.
Saddam Hussein: L'Invasione Dimenticata
Iraq, 2003. Gli Stati Uniti invadono un paese sovrano con la scusa (poi dimostratasi falsa) delle armi di distruzione di massa. 200.000 civili morti, un paese distrutto, l'ISIS come conseguenza diretta del vuoto di potere.
Saddam Hussein, dittatore brutale ma leader riconosciuto di uno Stato sovrano, viene catturato, processato da un tribunale fantoccio e giustiziato per impiccagione nel 2006. La sovranità irachena? Calpestata totalmente. Il diritto internazionale? Ignorato frontalmente.
Le reazioni europee furono tiepide critiche iniziali, seguite da rapido allineamento. L'Italia di Berlusconi inviò 3.000 soldati. La Francia di Chirac si oppose ma non ruppe le relazioni diplomatiche. E la sinistra? Manifestazioni generiche contro "la guerra", ma nessuna equiparazione con invasioni russe o cinesi. Nessuna richiesta di embargo contro gli USA.
Oggi quell'invasione è universalmente riconosciuta come catastrofe strategica e morale. Eppure, quando Trump agisce contro Maduro – senza invadere il Venezuela, senza bombardamenti, semplicemente arrestando un dittatore ricercato per narcoterrorismo – l'indignazione è maggiore.
Bin Laden: Sovranità Pakistana? Quale Sovranità?
2 maggio 2011. I Navy SEAL americani violano lo spazio aereo pakistano, entrano in una città a 50 km dalla capitale, assaltano un compound residenziale e giustiziano sommariamente Osama bin Laden. Nessun mandato d'arresto internazionale eseguito. Nessun processo. Esecuzione extragiudiziale in territorio sovrano di un paese formalmente alleato.
La reazione occidentale? Celebrazione unanime. Obama accolto come eroe. Piazza del Pantheon a Roma trasformata in festa spontanea. La Repubblica titolava: "Obama: giustizia è fatta". Il PD elogiava "l'efficacia della democrazia americana". Bruxelles esprimeva "soddisfazione per l'eliminazione di una minaccia terroristica".
Nessuno parlò di violazione della sovranità pakistana. Nessuno chiese perché bin Laden non fosse stato catturato e processato. Il Pakistan protestò formalmente ma senza conseguenze. Il diritto internazionale? Sospeso per acclamazione popolare.
Confrontate questa reazione con l'isteria contro Trump per aver arrestato (non ucciso) Maduro. L'ipocrisia è così palese da risultare imbarazzante.
Altri Precedenti Ignorati
Panama, 1989: Gli USA invadono Panama, arrestano il presidente Manuel Noriega (ex alleato CIA diventato scomodo), lo processano in Florida per narcotraffico e lo condannano a 40 anni. Violazione flagrante della sovranità panamense. Reazione europea? Praticamente nulla.
Serbia, 1999: La NATO bombarda Belgrado per 78 giorni senza mandato ONU, forzando la secessione del Kosovo. Migliaia di civili morti. La sinistra italiana? Governo D'Alema (centrosinistra) autorizza l'uso delle basi italiane. Oggi la Serbia non riconosce il Kosovo ma l'UE sì.
Afghanistan, 2001: Invasione totale di un paese sovrano. 20 anni di occupazione. Governo fantoccio installato. 250.000 morti. La NATO, inclusa l'Italia, partecipa attivamente. Critiche minime dalla sinistra europea.
Siria, presente: Truppe americane illegalmente presenti in territorio siriano, controllano i pozzi petroliferi, supportano milizie curde. Assad è un dittatore brutale ma resta il presidente riconosciuto dall'ONU. Dove sono le proteste per la sovranità siriana?
L'Ipocrisia dell'UE: Quando Bruxelles Sceglie i Dittatori
L'Unione Europea ha criticato duramente Trump per Maduro, ma la sua coerenza sui diritti umani è inesistente:
- Cina: Genocidio degli uiguri documentato da ONU, ma von der Leyen continua a negoziare accordi commerciali.
- Arabia Saudita: Smembramento del giornalista Khashoggi, guerra in Yemen con 400.000 morti, ma l'UE vende armi per miliardi.
- Turchia: Erdogan imprigiona giornalisti e oppositori, ma resta partner NATO e candidato UE.
- Egitto: Al-Sisi ha ucciso 1.000 manifestanti in un giorno (piazza Rabaa, 2013), ma l'UE firma accordi sul gas.
Maduro invece beneficia di indulgenza perché si definisce "socialista" e antiamericano. La sinistra europea, inconsciamente, applica ancora la logica da Guerra Fredda: il nemico del mio nemico (USA) è mio amico.
Conclusioni: Doppi Standard e Realismo
Appare chiaro che il diritto internazionale non opera come un principio universale, ma come una variabile dipendente dai rapporti di forza. Viene solennemente invocato quando serve a colpire Russia e Cina, e silenziosamente accantonato quando ostacola le scelte delle grandi potenze occidentali. Denunciare oggi Donald Trump per l’azione contro Maduro, dopo aver applaudito Barack Obama per l’eliminazione di Osama bin Laden, aver sostenuto Nicolas Sarkozy nell’intervento contro Gheddafi e aver archiviato senza conseguenze l’invasione dell’Iraq e la fine di Saddam Hussein, non è difesa della legalità internazionale, ma esercizio di ipocrisia ideologica travestita da principio.
Maduro è un dittatore (forse anche narcotrafficante…) che ha distrutto un paese. Il suo arresto è probabilmente illegale secondo il diritto internazionale. Ma applicare questo standard selettivamente, solo quando l'operazione è firmata Trump, rivela che la vera obiezione non è giuridica ma ideologica.
PS: mentre scrivo (4 gennaio), ho notizia di blitz in Siria condotto da forze aeree britanniche e francesi. Al momento nessun commento dalla sinistra italiana.
La legalità internazionale viene applicata quando coincide con l’interesse strategico (o ideologico), e sospesa quando lo ostacola.
Fonti:
- Human Rights Watch, "Venezuela: Events of 2023", World Report 2024
- The Economist, "The Tragedy of Venezuela", multiple reports 2019-2024
- Congressional Research Service, "Venezuela: Political Crisis and U.S. Policy", 2023
- NATO, "Operation Unified Protector Final Report", novembre 2011
- Seymour Hersh, "The Killing of Osama bin Laden", London Review of Books, 2015

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