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Cosa dicono i giudici europei sulla proposta di riforma della giustizia
di Giacomo Ghidelli
Ogni tanto è bene anche sentire cosa pensano gli altri di noi. Oggi presento una sintesi dell’articolo di Lucia Trotta tratto da La Magistratura”. Nell’articolo si presenta il parere dell’Eaj (l’Associazione Europea dei Giudici che raggruppa 48 associazioni nazionali dei magistrati) sulla proposta di riforma su cui saremo chiamati a votare.
Il parere qui espresso non è sostenuto da dati (sull’argomento tornerò tra qualche tempo) ma è la sintesi di un lavoro e di un pensiero che riporto non come “principio di autorità,” ma come indicazione a pensare che ci viene offerta dalle varie magistrature europee.
Per la terza volta l’Associazione Europea dei Giudici richiama il governo italiano a ripensare la riforma della magistratura. E per la terza volta si ricordano i rilievi già espressi nell’aprile e nell’ottobre del 2024 tra cui:
- L’introduzione del sorteggio dei componenti togati dei Consigli. Al proposito l’Eaj ricorda che tale procedura contrasta con gli standard Ue che hanno chiaramente fissato che gli esponenti dei Consigli della Magistratura devono essere eletti dai loro pari (cfr. Raccomandazione CM/Rec(2010)12 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, punto 27, tra gli altri). Una posizione espressa anche dalla Commissione Europea nel Rapporto sullo Stato di diritto 2024.
- La frammentazione in due CSM dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura unitario. Qui si rileva come tale frammentazione può indebolire la magistratura, può ridurre la garanzia contro pressioni esterne e può compromettere la tutela dell’unità e dell’autonomia della magistratura
- Il trasferimento della giurisdizione disciplinare a una nuova Alta Corte disciplinare. Quanto all’Alta Corte il documento sottolinea che la competenza disciplinare è essenziale per l’organo di autogoverno della magistratura.
Di qui la conclusione: “La magistratura italiana ha più volte dimostrato la sua efficacia nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Smantellare elementi importanti di un sistema che protegge lo Stato di diritto e il popolo italiano da abusi di potere è un passo indietro che suscita preoccupazione a livello europeo”.
La risoluzione si chiude con un appello al governo italiano “a riconsiderare la strada intrapresa e ad abbandonare il progetto di riforma costituzionale nella sua formulazione attuale” tanto più che non contribuisce all’efficienza del servizio giustizia ma danneggia non solo l’indipendenza della magistratura ma anche la fiducia in essa.
Due rilievi finali:
- Per la terza volta il governo italiano non ha risposto all’appello, dimostrando l’assoluta mancanza di considerazione delle opinioni di chi è chiamato tutti i giorni ad applicare la giustizia.
- Fa piacere constatare che la posizione che ho sino a oggi sostenuto nei miei articoli sul tema sia congruente con quella dell’Associazione Europea dei Magistrati.

