Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale
Il tramonto di Putin
di Vincenzo Rampolla
A Marrakesh è indimenticabile. È il calar del sole. A Kiev è per un essere vivente il tramonto, il declino, la fine. È vecchiaia, decadenza, il termine. La scomparsa, sì, la morte, l’estinzione.
Il costo della guerra. La guerra sta rovinando sempre di più il Paese e la parte peggiore è che il punto di non ritorno raggiunto sarà evidente soltanto alla fine del conflitto, quando non sarà più possibile contare sulla guerra per lanciare fumo negli occhi. Non che sia facile già ora, perché la popolazione russa non può ignorare la carenza di carburanti e generi alimentari, la pressione fiscale elevata anche sui beni di prima necessità, la disoccupazione. Il regime russo riesce a sedare le rimostranze, ma è difficile dire per quanto sarà possibile.
I cittadini russi si accorgono bene che la situazione non è quella loro presentata, motivo per cui gli sforzi del Cremlino vanno nella presentazione di un futuro migliore, ricompense per i sacrifici fatti dalla nazione, anche se Mosca uscirà sventrata dalla guerra indipendentemente dall’esito. Kaja Kallas, alto rappresentante EU, ha detto a chiusura della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco:
Cerchiamo di essere lucidi riguardo alla Russia: non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitti, inclusi quattro anni di guerra su vasta scala, la Russia ha avanzato di poco rispetto alle linee del 2014. Il costo? 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi, è scollegata dai mercati energetici europei e i suoi stessi cittadini stanno fuggendo. In realtà, la minaccia più grande che la Russia rappresenta ora è quella di ottenere più risultati al tavolo delle trattative di quanti ne abbia ottenuti sul campo di battaglia.
Il paradosso è che finora Putin è parso disposto a pagare qualsiasi prezzo per proseguire il conflitto e assurdamente determinato a chiuderlo da vincente: ha notevolmente incrementato la spesa per la difesa. Una recente analisi condotta da Janis Kluge dell'Istituto Tedesco per gli Affari di Sicurezza Internazionale ha fornito l’esatto valore per il periodo gennaio/settembre 2025: $142,25 Mld.
I dati sono riportati da The Moscow Times, organo di stampa indipendente in lingua russa, che per la prima volta ha chiarito l’assurda natura dell'aumento della spesa per la difesa Russa. I $142,25 Mld sarebbero superiori del 30% rispetto alla spesa nello stesso periodo del 2024 ed è aumentata di 95% rispetto alla spesa del 2023. Rispetto al 2022, è aumentata del 173% e di 295% rispetto ai livelli di spesa prebellici del 2021, in conclusione si è quasi quadruplicata in 4 anni. Il Kyiv Post ha anche riportato un'analisi della spesa per la difesa russa condotta dal Moscow Times, sottolineando alcuni dei risultati finanziari più preoccupanti, tra cui la suddivisione della spesa di Mosca per mese, giorno e ora. La Russia ha speso $16,6 Mld al mese, pari a $553 M al giorno, ovvero $23 M all'ora. Gran parte della spesa russa, tuttavia, è rimasta segreta. Secondo le stime, circa il 59% del bilancio militare russo è classificato. Infine la Russia ha stanziato circa $88 Mld per la parte di difesa del Cremlino, da gennaio a settembre.
Secondo il Kyiv Post, la spesa classificata per la difesa russa è aumentata del 39% nei primi 3 trimestri del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, quasi 5 volte i livelli prebellici del Cremlino. La quota di spesa pubblica per la difesa russa ammontava a $60 Mld. Sommata alla cifra riservata presentata da Kluge, la cifra totale era al primo posto nel bilancio russo.
Il Moscow Times riporta che il 44% delle entrate fiscali federali russe e il 39% della spesa totale sono stati destinati alla difesa del Paese. Entrambe cifre da record.
Nel 2024, solo il 39% delle entrate fiscali federali e il 36% della spesa pubblica totale in Russia sono stati destinati alla difesa nazionale. Nel 2021, le percentuali erano rispettivamente del 18,4% e del 19%. Complessivamente, i calcoli di Kluge stimano il costo totale della guerra in Ucraina per la Russia in $532 Mld, cifra che, secondo il Moscow Times, equivale a 24 bilanci annuali per l'intero sistema di istruzione superiore russo.
Il Moscow Times ha anche sottolineato che il costo di $532 Mld per la guerra del Cremlino in Ucraina potrebbe finanziare 22 anni di spesa del bilancio federale per l'assistenza sanitaria ed è equivalente a 80 anni di bilanci per regioni più ricche come Sverdlovsk o Krasnodar Krai. La spesa militare russa è destinata a peggiorare ulteriormente nel 2026. Il Cremlino inoltre ha stanziato $161 Mld per la Difesa nazionale e $49 Mld per la Sicurezza nazionale.
Nel complesso, le strutture di sicurezza riceverebbero 16,8 trilioni di rubli (210 miliardi di dollari), ovvero il 38% del bilancio federale, in aumento rispetto al 24% prebellico, dice il Kyiv Post.
L'agenzia di stampa ha anche riferito che Mosca prevede di spostare la spesa dai servizi sociali, che scenderanno al 25,1% del bilancio, rispetto al 38,1% prebellico. Anche il sostegno economico alle famiglie scenderà al 10,9% del bilancio, rispetto al 17,6% prebellico.
Il debito pubblico. La Russia ha annunciato il suo debito pubblico totale. Secondo la Banca centrale della Federazione Russa ammonta a $ 319,8 Mld e continua a salire vertiginosamente.
Il debito pubblico russo è aumentato di $30 Mld nell’ultimo anno, quindi del 10,4%, passando da $289,9 Mld a fine di dicembre 2024 a $319,8 Mld nello stesso periodo del 2025.
L’aumento, tuttavia, non è distribuito nel tempo, $11,4 Mld si sono aggiunti nell’ultimo trimestre del 2025, +3,8% rispetto all’arco di tempo fino a settembre. Intanto, il debito estero supera la soglia di 60 miliardi di dollari, prima volta in 20 anni, con $61,9 Mld a inizio anno.
Guerra e sanzioni stanno rendendo le dinamiche economiche sempre più altalenanti e imprevedibili. Per più di 2 anni Mosca ha stupito il pianeta con una resistenza impareggiabile, contenendo gli effetti del debito mantenendo l’aumento del Pil a ritmi sostenuti, raggiungendo il +4% annuale nel 2023 e nel 2024. E quando sembrava che la Russia avesse trovato la chiave per tenere relativamente basso il debito, considerando il rapporto con il Pil anche questo ha iniziato a scricchiolare.
La crescita del Paese è sempre più contenuta, fuori ranking. Pochi settori, soprattutto il manifatturiero, vivacchiano con un aumento marginale, mentre l’economia russa si sbriciola sulla pelle dei cittadini. La pressione fiscale è violenta e l’economia di guerra incapace a trainare la crescita, mentre è passato l’effetto guerra che ha schizzato petrolio e gas alle stelle. La sofferenza economica della Russia è a livelli record, tanto che neppure il Cremlino la nega, per quanto cerchi di simulare un certo livello di controllo ormai svanito. La Banca centrale russa valuta il debito pubblico a $319,8 Mld con previsioni poco incoraggianti. Mosca punta a una crescita economica dell’1,3% nel 2026 di poco superiore al 2025, ma lontana dagli standard di una potenza mondiale. Per le previsioni del Governo sugli investimenti si passa da +1,7% del 2025 a -0,5% per il 2026.
Gli unici dati positivi nel bilancio russo riguardano la difesa, priva dei ritmi iniziali, e il surplus commerciale stimato in $123 Mld nel 2026. L’acquisto di materie prime è consistente, nonostante le sanzioni, la realtà essendo la copertura del conflitto in Ucraina più che la salvaguardia del Paese.
Le Filiali bancarie. Il pianeta delle Filiali bancarie si spegne per ridurre i costi di gestione. L’embargo internazionale ha progressivamente escluso la Russia dal commercio globale, Mosca non può più esportare petrolio e gas verso l’Europa avendo l’EU approvato un regolamento che obbliga gli Stati membri a troncare definitivamente l’acquisto di gas russo a partire dal 2027 senza dimenticare la questione dei beni russi congelati all’estero e il crescente costo di finanziamento del conflitto, che ha comportato una spesa enorme per le casse statali. Nel 2025 si è registrata un’impennata nella chiusura delle Filiali bancarie con circa 1.700 sportelli che hanno cessato l’attività nel corso dell’anno. La tendenza per il 2026 appare analoga, se non addirittura in peggio. In un confronto con il passato emerge una crescita del fenomeno: il 2025 è stato circa 3,6 volte superiore al 2024 ed è il più alto dal 2021. 7 anni fa in Russia erano presenti circa 30.000 filiali bancarie, mentre a inizio 2026 il numero è sceso a circa 22.300, con una perdita complessiva di oltre 7.700 sportelli.
La Banca con più chiusure nel 2025 è stata Sberbank, con 900 uffici dismessi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Le motivazioni principali si fondano sul progetto di orientare i clienti ai servizi digitali e operazioni da remoto, riducendo i costi di gestione e migliorando la redditività, nonostante i rischi legati a un’eccessiva riduzione della presenza sul territorio, evidenziati dall’Autorità di Regolamentazione Bancaria russa. La maggior parte delle chiusure riguarda piccole città e aree rurali, con sportelli risultano meno redditizi. Qui la connessione Internet è instabile o assente, rendendo gli uffici bancari essenziali per molte operazioni in filiale: rilascio carte bancarie, consulenze individuali, gestione documentazione cartacea, richieste di mutuo e prevenzione delle frodi. In caso di operazioni sospette, i conti vengono bloccati e i clienti devono presentarsi di persona per confermare o negare le transazioni e riattivare l’accesso ai propri fondi. Nei prossimi 5 anni il numero di filiali bancarie in Russia potrebbe ridursi ulteriormente, scendendo in totale a circa 11-12.000 uffici.
(Consultazione: hedailydigest.com; Storia di Ilena, D’Errico – Msn-Money.it; Alessandro Nuzzo 31 Gennaio 2026; Moscow Times; Kyiv Post; Janis Kluge ricercatrice Istituto Tedesco per gli Affari di Sicurezza Internazionale)

Clicca qui per ascoltare 