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Forti perdite e duri interventi di Putin in Ucraina
di Vincenzo Rampolla
Le perdite. Nell’apparente silenzio e negligenza per l’Ucraina, polarizzato dagli eventi in Iran e M.O., a fatica giorno dopo giorno continuo a seguire l’andamento del conflitto e a registrare le perdite russe e ucraine. È una contabilità macabra. Il calcolo e la stima è del CSIS (Center for Strategic and International Studies) sulla base di fonti accessibili e valutazioni occidentali e ucraine, definito dal Cremlino assolutamente non credibile, affidabile secondo molti esperti militari.
La differenza di popolazione tra i due paesi - 143 M di abitanti in Russia contro 39 M in Ucraina – spiega in parte il diverso rapporto con le perdite umane, tenendo conto anche della natura del sistema e della libertà di espressione: ben note, ad esempio le reticenze alla coscrizione in Ucraina, mentre poco si sa delle minoranze russe e esterne che gremiscono le truppe del Cremlino.
16 e 17 marzo. Secondo i dati dello Stato Maggiore ucraino, il 16 e 17 marzo il Cremlino aveva perso 760 - 810 uomini, cifra alta ma in linea con le perdite medie giornaliere durante i mesi freddi della guerra. Il gelo ha frenato la morsa e presto la primavera cambierà i colori delle perdite.
Secondo un rapporto del 14 febbraio rilasciato dal Ministero della Difesa GB, le perdite medie giornaliere della Russia durante l'inverno sono state: 1.036 a gennaio 2026, 1.130 a dicembre 2025, 1.033 a novembre e 1.008 a ottobre.
Le cose non sembrano migliorare. Lo scenario più probabile per i prossimi 6 mesi è che continui una guerra di logoramento. Le avanzate russe rimarranno di natura tattica, soprattutto nelle aree meno difese dalle forze ucraine, ha detto il rapporto GB. Il quotidiano Kyiv Independent ha osservato che le perdite di personale militare di Mosca nei due giorni di marzo erano in linea con il livello delle perdite registrate durante i mesi invernali, mentre dal rapporto Stato Maggiore ucraino relativo al 17 marzo, Mosca avrebbe subito 1.710 perdite, quasi il doppio dei mesi precedenti.
Approfittando della nebbia, gli invasori hanno tentato offensive lungo diversi tratti del fronte, compresa la regione di Zaporizhzhia, ha dichiarato il Ministero della Difesa ucraino in un comunicato su Telegram. Le forze di difesa ucraine erano preparate e il nemico ha perso 1.710 soldati tra morti e feriti in un solo giorno, conferma il Ministero. L'aggiornamento quotidiano del 19 marzo dello Stato Maggiore ucraino ha convalidato il nuovo aumento delle perdite giornaliere: la Russia ha perso 1.560 uomini nelle precedenti 24 ore, a causa dei combattimenti sui fronti.
17 marzo. Nei suoi attacchi la Russia ha impiegato la fanteria con veicoli blindati e motociclette. Da Brovdi ha riferito che il 17 marzo almeno 500 soldati nemici sono stati eliminati dagli operatori di droni ucraini durante gli scontri. È giunto anche l’avvertimento che il resto di marzo sarà caratterizzato da una lotta dura e prolungata. È quindi probabile che le forze russe continuino a subire perdite significativamente più elevate rispetto ai mesi precedenti.
Secondo ArmyInform, le perdite subite dal Cremlino il 17 marzo rappresentano la più alta perdita giornaliera per le forze russe nel 2026. Il giorno nero è stato in realtà il 20 dicembre 2024, quando lo Stato Maggiore ucraino ha confermato che la Russia aveva perso 2.200 militari. Il precedente record era stato il 28 novembre 2024, con perdite di 2.030 uomini, prima volta secondo The New Voice of Ukraine che le perdite russe in guerra superavano le 2.000 unità.
18 - 19 marzo. In prima linea, le perdite di personale militare russo hanno subito un'impennata inaspettata, con un raddoppio delle vittime. Un comandante ucraino ha fornito un'analisi che potrebbe chiarire la ragione del raddoppio delle perdite: una serie di attacchi coordinati da parte delle forze russe. I repentini cambiamenti climatici del 17 e 18 marzo, inclusa la nebbia, sono stati sfruttati dal nemico per riprendere le azioni offensive, scrive su Telegram il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert Madyar di base a Brovdi, città occidentale, strategica per l’oleodotto collegato a Odessa.
Bilancio totale delle perdite. Il 19 marzo, lo Stato Maggiore ucraino ha inviato il bilancio del numero totale di perdite di personale militare russo 1.284.090 tra morti, feriti e dispersi dall'inizio dell'invasione a febbraio 2022. I decessi sarebbero 325.000, più del totale di tutte le guerre russe e sovietiche dal 1945. Le vittime russe sono il doppio di quelle ucraine, riferite a una modesta avanzata sul campo. L’Ucraina avrebbe perso 600.000 uomini, di cui 90 – 140.000 i morti.
Ungheria alla carica: gas contro petrolio. Altri eventi si sono inseriti recentemente nello svolgimento del conflitto, confermando l’interesse di Putin a tessere una ragnatela di contatti e interventi mirati a confondere ulteriormente la situazione e l’andamento del conflitto.
Ungheria e Slovacchia, i cui leader sono un'eccezione nell'UE per il mantenimento di relazioni con Mosca, accusano Kiev dell'interruzione dell'oleodotto Druzhba, che rifornisce le loro raffinerie con petrolio greggio russo pompato attraverso l'Ucraina.
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha annunciato che intende interrompere gradualmente le forniture di gas all’Ucraina, finché quest'ultima non avrà garantito l'approvvigionamento di Budapest con petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba. Per rompere il blocco petrolifero e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Ungheria, sono ora necessarie nuove misure ha spiegato in un video su Facebook.
La scorsa settimana, i timidi leader dell'EU non sono riusciti a convincere Orbán, candidato alla rielezione il mese prossimo, a revocare il blocco su un prestito UE di €90 Mld previsti per gli aiuti all'Ucraina. A marzo, l'Ucraina ha stipulato contratti per 180M m³ di gas dall'Ungheria, pari al 28% del totale. A febbraio, i contratti si riferivano a 200M m³, ovvero il 31% del totale.
Le talpe ungheresi. Non mancano le schermaglie pre elettorali, per spargere zizzania sulle prossime elezioni in Ungheria. Il giornalista investigativo Szabolcs Panyi è finito al centro di una violenta campagna di discredito in Ungheria dopo la recente diffusione di intercettazioni telefoniche destinate a svelare lo scambio di informazioni sensibili tra il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó e l’omologo russo Szergej Lavrov. La storia è in piena ebollizione.
I bambini ucraini dispersi. Mosca ha potenziato la sua ragnatela su vasta scala e senza precedenti, per integrare nella macchina da guerra russa i bambini sottratti all’Ucraina. Lo documenta un rapporto dello URL (Humanitarian Research Lab) dell’Università di Yale del 16 settembre: Bambini rapiti dall’Ucraina. Secondo ulteriori dati forniti da Organizzazioni Internazionali e autorità ucraine, con l’invasione russa dei territori ucraini, dal febbraio 2022 da ospedali e case famiglia sono spariti 35.000 bambini. Molti di questi minori si troverebbero nei territori occupati, mentre gli orfani prelevati direttamente sui campi di battaglia, si troverebbero in Russia, sottoposti a processi di rieducazione, cambi d’identità e, in alcuni casi, adozione forzata. La Corte Penale Internazionale ha definito tali pratiche come crimini di guerra, emettendo un mandato d’arresto contro Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova, commissaria per i diritti dell’infanzia. E la storia insegna che questa non è una procedura inedita. La sottrazione di minori era, ed è tutt’ora, una strategia di guerra usata non solo come mezzo per la trattativa o di destabilizzazione interna, ma anche un atto mirato a indebolire il tessuto sociale delle popolazioni occupate.
Consultazione: Ucraina Daily report; The Daily Digest; Sergei Gapon, Afp; Pierre Haski, France Inter- Francia 13.1.2026 - 29.1.2026; 28 Luglio 2025 Maria Tenace;

