Evelyn De Morgan (1855-1919): La pozione d’amore 1903
Assenzio o Rosa spontanea?
di Simonetta Greganti Law
Trasformare un quadro d’autore in parole …
Conducevo una vita cadenzata, precisa, ordinata. Ero abituato alla normalità, le mie emozioni erano controllate, senza improvvisi turbamenti e nonostante a volte trovassi troppo strette le pareti del torace che avevo sempre abitato e desiderassi vivere sensazioni capaci di sorprendermi continuamente, temevo la parola amore perchè in grado di ammaliare o di annientare.
Mi piaceva la poesia ma consideravo i poeti bugiardi o forse troppo fantasiosi perchè l’amore nella vita di tutti i giorni non poteva esistere così come loro sapevano descriverlo.
Prima di allora ero un cuore freddo, razionale, sarcastico ma poi tutto successe all’improvviso e mi convinsi che dovevo essere stato vittima di un sortilegio, una pozione magica, versata nel vino che mi aveva trasformato e mi aveva fatto perdere il controllo della mia esistenza. Sicuramente ero stato stregato perchè mi era stato tolto tutto: dal sonno alla tranquillità. Un veleno dolce che mi aveva trascinato in un vortice imprevisto, ma sotto quella magia restava un battito ostinato che non sapeva più distinguere l’inganno dalla verità.
Ero certo che tutto il turbamento che provavo fosse proprio amore anche se nel passato non avessi mai sperimentato questo sentimento quindi non potevo comprendere come tutto si fosse manifestato così repentinamente. Adesso l’amore mi teneva in pugno e mi strizzava come una mano invisibile che non faceva male ma mi lasciava svigorito.
Ecco l’amore! Ero sempre riuscito a tenerlo a distanza, lo avevo sempre guardato da lontano come spesso avevo osservato il mare vastissimo e affascinante ma sicuramente consapevole della sua pericolosità.
Invece, inaspettatamente avrei voluto essere in grado di scrivere lettere piene di romanticismo o di regalare rose rosse. Non mi interessavano più gli amici, nè riuscivo più a gioire di altri piaceri abituali come la musica o la letteratura. Adesso esisteva solo lei. Non potevo più dormire, mi sembrava addirittura di sorridere da solo, palpitavo in attesa di una telefonata con un’ansia quasi ridicola. Compresi così che l’amore era una languida sofferenza sebbene tanto dolce.
Incapace di gioire di questa gioia repentina varai la possibilità che questo sentimento non fosse reale ma solo opera di un sortilegio e perciò destinato a svanire presto.
Cominciai ad ossessionarmi.
Mi documentai su testi antichi, superstizioni, racconti di filtri d’amore.
Tutto sembrava coincidere: l’attrazione improvvisa per una donna, i suoi pensieri continui e l’eccitazione che provavo simile a quella di uno stato febbrile.
Eppure mi convinsi anche che la mia vita aveva subito un cambiamento repentino solamente dopo aver guardato semplicemente i suoi occhi.
Questo amore così perfetto mi spaventava, temevo che tutto potesse svanire e rimpiangevo quando battevo normalmente senza quelle palpitazioni che ora non facevano che preoccuparmi.
Chiesi aiuto a tutti gli altri organi del corpo che condividevamo insieme.
Il fegato fu il primo a parlare: “Io filtro tutto e non mi è giunto nulla di tossico anche se un pericolo lo vedo comunque, il cambiamento è evidente, si tratta di qualcosa tanto potente quanto sanno essere i veleni normali. L’amore è rischio, è perdita di controllo, e per reggere tutto questo serve avere un gran fegato. Mi impegnerò ad aiutarti”.
Anche lo stomaco disse la sua: “Ogni volta che pensi a lei il cibo non viene più preso in considerazione come una volta e io non digerisco questa situazione. Stai attento ma goditi ogni momento di questa felicità.”.
L’intestino invece si fece sentire con un brontolio profondo, un modo per esprimere la sua preoccupazione.
Il cuore ebbe un sobbalzo.
Infine parlò il cervello: “Perchè ti ostini a credere a una pozione stregata quando tutto è invece molto facile? Ti sei semplicemente innamorato. Sono stati gli occhi di una donna ad abbattere tutte le tue difese senza l’utilizzo di alcun incantesimo.
La vera pozione d’amore è quando l’amore nasce spontaneo e due anime si riconoscono”.
Non si trattava dunque di un elisir magico ma di un amore spontaneo, vero, che non chiedeva incantesimi per restare.
L’amore di per sè é una magia capace di stravolgere un cuore senza mai violarne l’autonomia, lasciandolo libero di scegliere.


