Aggiornato al 14/02/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Novella Parigini (Chiusi 1921-Roma 1993):  Gatto

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Il gatto blu

di Simonetta Greganti Law

 

Trasformare un quadro d’autore in parole …

 

Febbraio è tradizionalmente associato ai gatti e il giorno 17, considerato numero sfortunato, è stato scelto in Italia proprio per celebrare un animale a lungo vittima di superstizioni che invece, pur se indipendente non è mai distante, sa ascoltare i silenzi ed elargire gesti d’affetto amando in modo profondo e autentico.

 

Fumo non era un gatto normale, anche se nessun gatto può essere considerato tale.

Aveva il pelo azzurro e due occhi del colore di una delle sfumature del suo mantello. Era proprio un gatto speciale perchè, sebbene fosse misterioso come tutti i felini, aveva la particolarità di saper assorbire i pensieri tristi del suo padrone e ogni volta che questo accadeva diventava ancora un po’ più blu.  Mutava di colore proprio come fa il mare quando riflette le perturbazioni del cielo che nelle giornate di sole è di un azzurro limpido e luminoso ma che riesce a dipingersi dei colori più cupi e contrastati quando le nuvole sono gonfie e pesanti per la pioggia.

Marco stava attraversando un periodo di solitudine ed era malinconico e silenzioso perciò Fumo aveva assunto un colore freddo e profondo.  L’obiettivo del gatto era ora quello di trasformare lo stato emotivo di sofferenza del suo padrone in un blu che potesse esprimere calma, lealtà e sicurezza.  Per questo si lasciava spesso accarezzare a lungo per trasmettergli sensazioni rassicuranti, ma la tristezza negli occhi di Marco aleggiava sempre come una nebbia fitta e silenziosa.

Nonostante fosse già tarda mattinata, la camera da letto era rimasta avvolta nella penombra dato che la luce del giorno non riusciva a farsi strada oltre le persiane ancora chiuse.

Marco se ne stava disteso e immobile, senza alcuna intenzione di alzarsi. 

Il gatto allora gli si avvicinò salutandolo con un miagolio breve ma deciso, per attirare l’attenzione su di lui.  Con un salto improvviso balzò poi sul letto e, con le zampette morbide, cominciò a picchiettargli il corpo nascosto dalla trapunta ma ancora intorpidito dal sonno.   Fumo, insoddisfatto dell’esito prodotto da quella sveglia alternativa, gli si sedette davanti col suo sguardo magnetico fissando il suo amico ancora completamente apatico.

Troppe volte aveva ascoltato pronunciare frasi come “non me la sento di alzarmi dal letto questa mattina, è come se tutto fosse diventato pesante…anche respirare”.  Infatti, poco dopo, quelle parole riecheggiarono nella stanza come un vecchio ritornello.

Il gatto allora  lo sfiorò con la coda, come per dargli una carezza, cercando di trasmettere il messaggio che stava pensando: “Lo so, è per questo che faccio le fusa, per tenere insieme i pezzi del mondo che ti crolla intorno.  Ricordati che la salvezza spesso arriva a piccoli passi magari anche dietro a un paio di baffi sornioni”. 

Già quelle fusa infondevano un effetto calmante, il loro ritmo regolare era capace di abbassare la tensione trasmettendo tranquillità.

Intanto Marco continuava il suo monologo con Fumo:  “Tu non puoi capire, io mi sento vuoto, spento, non dovresti perdere il tuo tempo dietro ad un coinquilino depresso e inutile come me”.  Ma il piccolo felino sapeva che il suo intervento era invece assolutamente necessario.

Per tutta risposta gli si acciambellò sulle gambe per fargli capire che anche nelle giornate più grigie, la vita valeva la pena di essere vissuta e che, senza chiedergli spiegazioni o giudicare i suoi silenzi, lo avrebbe sempre affiancato.

Marco osservando lo sguardo fisso nel vuoto del micione si domandò  se anche questo riuscisse a scorgere gli stessi fantasmi che lo tormentavano.   Ma poi, lo vide correre all’improvviso, senza motivo, per infilarsi in uno scatolone vuoto che era da giorni in un angolo della camera da letto.  Dopo essere sparito per alcuni secondi ne uscì con la calma solenne di una divinità antica.  Forse non aveva mai dimenticato di essere stato venerato dagli Egizi e pretendeva ora, nuovamente immobile come una statuetta sacra, di compiere un miracolo non promettendo soluzioni ma offrendo la sua presenza e solenne inutilità.

Questa inaspettata reazione di Fumo fece accennare un sorriso involontario sul volto di Marco… forse era già un primo passo verso quella richiesta d’allegria del suo piccolo compagno di silenzi.

 

Inserito il:14/02/2026 11:02:05
Ultimo aggiornamento:14/02/2026 12:12:33
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