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Energia Nucleare e Transizione Energetica - Rapporti sul nucleare e Audizione 2026: scenari italiani

di Vincenzo Rampolla       

        

Primo Rapporto del Politecnico di Milano (Polimi), dedicato al tema E&S (Energy & Strategy) il Nuclear Energy Innovation Outlook 2025 è presentato il 26.11.2025. Focus sui possibili sviluppi dell'atomo in Italia con i piccoli reattori SMR (Small Modular Reactor) e AMR (Advanced Modular Reactors), analizzando autorizzazioni, siti impianti, tempi, costi, incertezze e criticità. Minimo 10 anni per la prima ipotetica centrale operativa, nessun contributo rilevante nel mix energetico nazionale prima del 2040 e prospettiva di sviluppo orientata al 2050. Il 10 novembre la Commissione Europea ha aperto una consultazione per definire la prossima strategia UE sugli SMR con pubblicazione prevista nella prima metà del 2026. Molte le incognite sulla tecnologia dei reattori che posizionano il nucleare in un orizzonte di medio-lungo periodo, con primo impianto operativo dopo il 2035.

Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato sull’Energia e il Clima) prevede di arrivare a 8 GW di capacità nucleare installata nel 2050, per una produzione stimata di circa 64 TWh/anno.

Secondo V. Chiesa, responsabile dello studio e Direttore di E&S Group: Solo dal 2040 il contributo del nucleare inizierebbe ad avere rilevanza nel mix energetico nazionale, con una produzione di circa 13 TWh che sostituirebbe una limitata quota di fabbisogni oggi coperta da import e fonti fossili. Nel 2050 il nucleare potrebbe coprire una esigua parte di produzione oggi appannaggio delle rinnovabili e sostituire il termoelettrico e l’importazione, sostanzialmente azzerandoli.

Per il 2050 si stima che la produzione elettrica nazionale sarà raddoppiata a circa 600 TWh, spinta dalla crescente domanda di elettricità (auto a batteria, Data Center AI, pompe di calore, decarbonizzazione dei processi industriali). Il Polimi si frena, sempre molto diplomatico e cauto nella gabbia dei politici.

I reattori modulari SMR. I piccoli reattori modulari nella loro impostazione progettuale non superano generalmente 300 MW di potenza, pari al massimo a circa 1/3 della capacità di quelli tradizionali, anche se esistono progetti per SMR di potenza maggiore. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, nel mondo ci sono più di 80 progetti SMR in corso di sviluppo, fruttano la fissione nucleare per generare vapore, veicolato attraverso una turbina per dare elettricità. La loro modularità può consentire in fabbrica l’assemblaggio in serie di sistemi e componenti con una maggiore facilità ed economicità di produzione, prima dell’installazione. Pochi i progetti SMR operativi o in esecuzione avanzata, molti in fase progettuale.

Gli AMR di IV generazione sono aperti a usi commerciali e industriali. Tuttora allo stadio di ricerca si distinguono per elevate temperature di uscita e per una gestione ottimizzata del combustibile.

La filiera nucleare italiana e le richieste degli operatori. L’Italia è già presente nella filiera europea del nucleare, con vasto ruolo all’estero in servizi specialistici, componentistica avanzata e ingegneria. Sono rilevanti le analisi per la SMR europea pre Partnership; le società italiane operano nella componentistica non nucleare, in fornitura di parti elettriche, servizi di consulenza o montaggio e attività di decommissioning.

Il lavoro dell’E&S ha approfondito il quadro normativo e le prospettive degli operatori, mentre vanno

individuati siti idonei per costruire gli impianti e per il deposito dei rifiuti radioattivi.

Gli operatori si aspettano l’introduzione di procedure autorizzative semplificate, il rafforzamento della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile come luogo di coordinamento tecnico-scientifico, chiare garanzie finanziarie, strumenti di supporto agli investimenti, coinvolgimento strutturato della filiera industriale italiana nei programmi di intervento europei e iniziative di comunicazione e trasparenza pubblica per garantire l’accettabilità sociale. Le gang anti-nucleare italiche sono attivissime e sempre in agguato.

Incertezze e rischi su tempi, costi, fattibilità. Lo studio del Politecnico valuta fattibile il programma nucleare del Governo, ma con cautela e rileva alcuni dubbi per evitare un giudizio politico al piano MASE (Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica). È evidente che la scelta di puntare sul nucleare e sulla tecnologia SMR sia ricca di criticità, andando a sottrarre tempi e risorse finanziarie alle fonti rinnovabili e alle misure di efficienza energetica. Anche le centrali nucleari con tecnologia tradizionale (1-1,5 GW) richiedono lunghi tempi prima di operare e i costi sono sempre lievitati. Vogtle, ultimo grande impianto nucleare realizzato negli Usa è costato 3 volte il budget iniziale e ha richiesto il doppio del tempo previsto. Il reattore francese EPR di Flamanville ha superato di oltre il 200% il budget, penalizzato da forti ritardi. I sostenitori della tecnologia SMR sono ottimisti: conoscono e sanno superare il problema, con componenti modulari prefabbricati e sviluppando nuove centrali molto più velocemente e con costi inferiori.

Un secondo Rapporto di JP Morgan, iniziato a marzo 2025, sottolinea che oggi esistono solo 3 reattori SMR al mondo: uno in Cina e due in Russia, con un quarto in fase di costruzione in Argentina. La loro analisi ha rilevato sforamenti di costo del 300% per il progetto cinese, del 400% per quello russo e del 700% per quello argentino. Le unità giuravano tutte tempi di costruzione di 3-4 anni, ma hanno sforato: fino a 12.

Un terzo Rapporto IEEFA (Institute for Energy Economics and Financial Analysis) ha conciso l’esito di un recente successo sugli SMR, ideale per la decarbonizzazione. Problema: Perché gli SMR sono ancora poco adatti un ruolo importante nella transizione dai combustibili fossili nei prossimi 10-15 anni? Risposta parlante, con il Titolo del Rapporto: Small Modular Reactors: Still too expensive, too slow and too risky.

L’esperienza con gli SMR in funzione e con quelli proposti dimostra che i reattori continueranno a costare molto di più e a richiedere molto più tempo per essere costruiti rispetto a quanto promesso dai produttori. Si legge inoltre: La realtà è che le rinnovabili, e non gli SMR, sono la soluzione a breve termine per la transizione energetica. Le stime di costo di 3 delle principali soluzioni di SMR sono cresciute negli anni, invece di scendere, con costi espressi in K$ al kW. Il calcolo dei costi è lo spauracchio per i fisici.

Intervento di Forza Italia. Un deputato della Commissione Attività Produttive e Energia di Forza Italia è tra i promotori fanatici per un ritorno dell’atomo nella Penisola. Ci stiamo lavorando, costantemente dichiara. A inizio marzo 2026 andrò con una delegazione parlamentare in Canada, Paese che sta costruendo il primo impianto con SMR. Dunque, se si è capaci, allora il nucleare si fa, se non lo si è, allora no. Ma siccome credo che l’Italia capace lo sia, allora dico che possiamo farcela. Non dimentichiamoci che come manifattura e tecnologia dell’atomo siamo secondi alla Francia. Abbiamo competenze e volontà politica.

Siamo in realtà secondi agli Usa e il deputato non immagina cosa gli mostreranno in Canada…

Un quarto Rapporto, (Center for International Security and Cooperation) analizza 3 diversi progetti di SMR e George Washington e Stanford University dimostra che, rispetto a un reattore PWR su scala GW, aumenteranno i volumi di energia equivalente degli attuali impianti a lunga vita e a breve vita di fattori fino a 5,5, 30 e 35, rispettivamente. Risultati in contrasto con i benefici in termini di riduzione dei rifiuti che i sostenitori hanno sostenuto per le tecnologie nucleari avanzate. Ancora più importante, gli SMR raffreddati a sali fusi e sodio utilizzeranno combustibili e refrigeranti altamente corrosivi e piroforici che irradiati, diventeranno radioattivi. Concentrazioni elevate di 239 Pu e 235 U negli SMR a bassa combustione renderanno la criticità un rischio elevato per flussi di rifiuti chimicamente instabili non adatti allo smaltimento geologico diretto. I grandi volumi di rifiuti SMR reattivi dovranno essere trattati, condizionati e imballati prima dello smaltimento geologico, processi con costi elevati oltre che esposizione alle radiazioni e percorsi di proliferazione di materiale fissile nella fase finale del ciclo del combustibile nucleare. In pratica la perdita di neutroni nel nocciolo dell'SMR sarà maggiore. Arduo tema le scorie, note e manipolate solo da esperti.

Scenario dell’Associazione Italiana Nucleare. C'è un piano di ritorno al nucleare anche in Italia. Ne parla con S. Monti, ingegnere nucleare e Presidente dell'Associazione Italiana Nucleare. Il nucleare è caratterizzato dall'avere grandi costi di investimento. L'85% del costo del kWh nucleare dipende dal costo dell'impianto, mentre i costi legati al combustibile sono molto bassi e poco variabili. Il nuovo Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) ipotizza al 2050 una copertura della domanda di energia elettrica con il nucleare dal 10% al 20%. Questo vorrebbe dire realizzare da 8 a 10 GW del nuovo nucleare dal 2035 al 2050. L'accettabilità pubblica è un punto essenziale. Senza preoccupazioni, sul fronte della sicurezza piuttosto che sulla gestione dei rifiuti. Saggezza di un anziano del mestiere.

Accordo DoE–MISE con Westinghouse.  Gli AP1000 e API 300 sono stati candidati fra gli ipotetici reattori che l'Italia sarebbe stata intenzionata a costruire per il suo nuovo piano nucleare, essendo la Ansaldo Nucleare licenziataria della Westinghouse per l'Europa oltre che uno dei maggiori fornitori per i reattori AP1000 cinesi e avendo firmato l'Italia un piano d'intesa con gli USA per scambio di conoscenze nell'ambito nucleare, l’Accordo DoE–MISE "Cooperation in Civilian Nuclear Energy del 2009. In Cina sono attualmente in costruzione 4 reattori AP1000, 2 nella centrale di Sanmen e 2 in quella di Haiyang. Secondo le previsioni, questi 4 reattori dovrebbero entrare in funzione fra la seconda metà del 2013 e la prima del 2014 e essere le prime unità AP1000 in funzione al mondo. Tuttora tombale silenzio di 12 anni sul fronte AP1000.

La posizione del Ministro dell’Ambiente G. Pichetto Fratin. Il ministro ha ribadito che il Governo punterà su tecnologie ancora non disponibili dal punto di vista commerciale per lo sviluppo del nucleare in Italia: Vogliamo essere protagonisti delle nuove tecnologie, dagli SMR e AMR fino alla fusione, nel quadro della neutralità tecnologica e della transizione energetica europea. Il nucleare sostenibile è una scelta di innovazione, sicurezza e responsabilità verso i cittadini, imprese e l’ambiente. Ministro poeta e sincero.

Audizione sul Ddl Delega al Governo, scenario inatteso. Intervento del 5.2.2026 su energia nucleare sostenibile, varato a ottobre 2025, con Commissioni riunite di Camera dei Deputati VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo). Il Ddl all’articolo 1 prevede che entro 12 mesi dall’entrata in vigore il Governo emani uno o più decreti legislativi sulla disciplina per la produzione di energia dall’atomo, definita sostenibile, aderente alle norme UE. Tiene banco F. M. Butera, classe 1943, professore emerito di Fisica Tecnica Ambientale, Polimi. Estratti conclusivi del verbale a termine dell’intervento:

È assodato che il nucleare sia fonte energetica sostenibile, coerente con l’art. 9 della Costituzione: garantisce l’indipendenza energetica del Paese e assicura la riduzione del costo dell’energia elettrica per gli utenti finali, cittadini e imprese. In realtà si dimostra come tali presupposti non siano validi. In definitiva, l’espressione nucleare sostenibile applicata ai reattori a fissione con neutroni lenti è in contrasto con quanto dice la scienza. Sebbene la Commissione sia consapevole di non avere ancora un quadro completo della realizzazione dell'impianto e dei costi di gestione, dei rifiuti, di dismissione e gestione delle emergenze, dalle prove esaminate emerge chiaramente che la realizzazione di impianti di produzione di energia nucleare non rappresenta attualmente un investimento redditizio del denaro dei contribuenti. Inoltre, il potenziale aumento globale della domanda di uranio, determinato da una rapida crescita del numero di reattori nei Paesi con consolidata capacità di produzione di elettricità con impianti nucleari, potrebbe portare a un aumento dei costi dei servizi di conversione e arricchimento o creare strozzature nell'approvvigionamento […] Considerando la funzione a cui gli impianti nucleari sono destinati, ovvero a compensare la variabilità della produzione solare ed eolica, l’opzione nucleare non appare una soluzione tecnologica che possa assicurare un costo del kWh inferiore a quello prodotto con fonti rinnovabili, pure se unite e quindi non può contribuire alla riduzione delle bollette, anzi le farebbe aumentare. Il DDL introduce la promozione della ricerca nel settore nucleare, perché finanziare solo la ricerca sul nucleare e non anche quella o di altre fonti rinnovabili programmabili? […] Infine, il DDL prevede che gli impianti di produzione, quelli di fabbricazione riprocessamento del combustibile e quelli di stoccaggio temporaneo dei rifiuti siano opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti. Ciò perché indispensabili al fine di decarbonizzare il sistema energetico italiano entro il 2050. Cioè, se il cittadino non si convince con le buone e con l’informazione, gli impianti nucleari vengono imposti. Data la criticità del cambiamento climatico, lo stesso approccio andrebbe applicato ai parchi eolici e solari, agli accumuli elettrochimici, ai nuovi impianti di pompaggio idraulico e agli impianti geotermici, altrettanto indispensabili.

Le riflessioni e i commenti del professor Butera appaiono vaghi e contraddittori. Sorprende che analoga Audizione davanti alle Commissioni abbia avuto luogo un anno fa, il 19.2.2025, presente il Nobel Parisi, identica nella sostanza e senza contributi di aggiornamento. Il tutto in contrasto con le recenti parole della Presidente Meloni e con quanto più volte dichiarato dal Ministro Pichetto Fratin, entrambi determinati e orientati a attivare rapidamente un progetto nucleare italico. A chi credere?  All’emerito prof o ai rappresentanti del Governo? L’incertezza regna sovrana. E le criticità emerse? Quando affrontarle?

 

Consultazione:  Fabio Giuffrè   22/01/2026   Giorgia Estorelli; fieldfisher,com; TERNA, MASE, PNIEC (Piano nazionale Integrato Energia e Clima ); Formiche.net

Hussein, Esam MA (2020).” Emergenti piccoli reattori nucleari modulari: una revisione critica" Physics Open . 5 100038. doi : 10.1016/j.physo.2020.100038 .

Berniolles, Jean-Marie (29.11.2019). "Demistificare i piccoli reattori modulari" . Sustainability Times .

https://www.ambrosetti.eu/scenari/scenario-energia/ Redazione QualeEnergia.it 26.11.2025

Audizione CESI indagine conoscitiva sul ruolo dell'energia nucleare nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione

Accordo DoE–MISE "Cooperation in Civilian Nuclear Energy Research and Development" (2009)

(EN) AP 1000 Public Safety and Licensing, su westinghousenuclear.com

Ricerca finanziata dalla John D. and Catherine T. MacArthur Foundation attraverso borse di studio delle George Washington e Stanford University.

La licenza Ansaldo e la missione negli Usa di Scajola, archiviostorico.corriere.it.

Audizione DDL

 

Inserito il:14/02/2026 10:46:06
Ultimo aggiornamento:14/02/2026 12:11:48
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