Aggiornato al 16/04/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

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In volo a diecimila km/ora, a 4.500 km dalla Luna

di Vincenzo Rampolla

 

Nella missione Artemis II, a bordo di Orion, navicella grande quanto un camper, tre astronauti americani e uno canadese, hanno vissuto 9 giorni in un ambiente privo di gravità e molto ristretto, tronco di cono alto 3 m e 5 di diametro. Corsa sorprendente, ricca di infinite varianti e correzioni, ove anche le manovre più naturali hanno imposto espedienti studiati minuziosamente.

La quotidianità degli astronauti I. Una normalità straordinaria per Artemis II, indice di quanto sia complesso vivere nello spazio. Mangiare, dormire o usare il bagno diventano azioni che esigono audaci tecnologie, grande capacità di adattamento e una perfetta organizzazione. A gravità zero, anche le attività scontate sulla Terra diventano sfide.

Come respirano gli astronauti? Come sulla Terra, gli astronauti su Orion e sulla SSI (Stazione Spaziale Internazionale) devono avere costante accesso all'O e al controllo della CO prodotta dalla respirazione. Questa si accumula nell'aria e può trasformare l'atmosfera della stazione in un ambiente tossico. Sulla Terra, le piante fanno da filtri d'aria. Con il processo di fotosintesi, catturano la luce solare mentre l’O è rilasciato nell'aria. Nello spazio, i tecnici hanno sviluppato ingegnosi processi per riprodurre il ciclo e consentire agli astronauti di respirare aria priva di odori nocivi emessi da loro e accumulabili, soprattutto il metano e l'ammoniaca.

L'assenza di gravità mina il corpo. Gli effetti dell'assenza di gravità sul corpo sono letali. L’ambiente di Orion ne è privo, muscoli e ossa degli astronauti sono usati pochissimo e massa muscolare costantemente a rischio. Gli studi hanno dimostrato che un viaggio nello spazio di 5-11 giorni può causare una perdita di massa muscolare (atrofia) pari al 20%, con densità ossea che diminuisce rapidamente (osteopenia da volo spaziale), e ossa che perdono calcio - espulso poi con le urine - con rallentamento del sistema cardiovascolare, ridotta produzione di globuli rossi, disturbi di equilibrio e attenuazione del sistema immunitario. Sintomi minori scompaiono con il ritorno a terra. Fondamentale per gli esercizi fisici a bordo è il flywheel, strumento tipo bagaglio a mano di 14 kg, capace di generare una resistenza meccanica senza pesi reali; posizionato sotto il portello della capsula, funge da gradino e genera una resistenza proporzionale alla forza applicata, un carico di 180 kg. Ogni astronauta deve dedicare almeno 2 ore al giorno a esercizi fisici con flywheel.

L’igiene nello spazio e bagno. Anche l’igiene personale richiede un approccio completamente nuovo. Senza acqua corrente e senza docce, gli astronauti si affidano a salviette umidificate, detergenti senza risciacquo e shampoo secco. Ogni gesto è ottimizzato per rendere minimo il consumo di risorse. La gestione dei bisogni fisiologici è affidata a un sistema avanzato, progettato per funzionare in assenza di gravità.

E per lavarsi? A bordo di Orion non c'è la possibilità di farsi la doccia, come del resto non c'è nemmeno all'interno della SSI. Gli astronauti si lavano con salviettine umidificate, sapone liquido su un panno bagnato e shampoo secco. Il kit per l'igiene personale include spazzolino, dentifricio e accessori per la rasatura. La breve durata della missione evita attività come taglio di capelli e unghie, rischiose per via dei frammenti dispersi nel modulo.

L'urina e gli escrementi che fine fanno? Come nelle passeggiate spaziali, nei lanci dei razzi e i rientri a Terra, anche durante le attività extraveicolari gli astronauti usano pannolini assorbenti. Andare in bagno nello spazio è complesso, mancando la gravità a spingere verso il basso i rifiuti corporei. Esiste un gabinetto spaziale con porta, per garantire un minimo di privacy. Funziona aspirando urina e feci che vengono separate: l’urina è espulsa nello spazio, le feci sono insaccate per lo smaltimento. Per le emergenze esistono orinatoi pieghevoli per la raccolta dell'urina.

Funziona la doccia? Tutto è in assenza di peso. Invece di scorrere, l'acqua forma bolle eliminando la doccia. In genere si usano bustine di acqua saponata. Raccolgono le bolle d'acqua fuoriuscite dalla bustina senza essere un rischio per gli impianti elettrici della stazione e le applicano sulle mani o sul corpo. Poi si asciugano. Inizialmente le bolle generano umidità. Il sistema di aerazione la cattura e la invia al sistema di purificazione dell'acqua, dove viene filtrata di nuovo e trasformata in acqua potabile. Per i capelli, gli astronauti usano uno shampoo senza risciacquo. Lo applicano semplicemente, massaggiato sui capelli e poi asciugato.

Che mangiano gli astronauti? Come sulla SSI il menù degli astronauti di Artemis II è stato pianificato con mesi di anticipo da nutrizionisti della NASA e Canadesi tenendo conto della nazionalità, del valore nutritivo dei cibi e dei gusti personali di ciascun membro dell'equipaggio.      Il menu copre 11 giorni ed è scelto dall'elenco permanente dei cibi approvati per la SSI.

Mangiare su Orion, non è come sulla SSI dotata di scaldavivande e frigorifero e con addirittura un sistema per coltivare verdure fresche (lattuga romana, rucola e ravanelli, cibi freschi ricchi di vitamine). Lo spazio è molto più limitato e si traduce in serie rinunce: niente cibo in scatola, pesante e ingombrante, un solo riscaldatore con capacità ridotta e pasti in gran parte a temperatura ambiente, con una minima dotazione di posate: un cucchiaio e un paio di forbici a testa per aprire le confezioni. Molti cibi sono liofilizzati per favorirne la conservazione, reidratati prima di consumarli.  Gli astronauti godono di una buona varietà di alimenti, scelti sulla base del valore nutritivo, capacità di conservarsi, sicurezza, preferenza individuale e facilità di consumo: couscous, insalata di mango, frutta secca, tortillas, mandorle, broccoli e altri tipi di verdura, piselli, pasta già pronta (maccheroni con formaggio), insalata di frutta, pane. Non mancano le spezie (nello spazio i sapori sono più blandi) e neppure i dolci come biscotti, cioccolato, pudding, sciroppo d'acero, burro d'arachidi e di mandorle, miele e pure la Nutella, notissima crema alle nocciole spalmabile che ha fatto capolino fluttuando in una delle trasmissioni in diretta da Orion.

Restrizioni anche per le bevande: max 2 bevande aromatizzate al giorno (caffè, tè, limonata, sidro di mela, succo d'ananas), 1 borraccia d'acqua ogni 2 giorni e 1 cannuccia al giorno. La navicella di Artemis II non è dotata del sistema di riciclaggio dell'acqua presente a bordo della ISS, che trasforma l'urina e il sudore degli astronauti in acqua potabile; nelle missioni Artemis di durata limitata, tutto il cibo deve essere caricato a bordo. Moltissime le bottiglie di HO.

Una pennichella a 384.000 km da casa. In mancanza di una regolazione naturale come avviene sulla Terra, gli orari del ciclo veglia-sonno vengono stabiliti in modo da essere sincronizzati con il centro di controllo missione negli USA. Il tempo è diviso in blocchi di 24 ore di cui 8 di sonno. Sulla Terra, se dormire richiede spazio per stare coricati, su Orion in condizioni di microgravità e in assenza di un alto e un basso, tutte le direzioni sono uguali. Gli astronauti dormono quindi in direzione verticale o orizzontale (vedi foto) in sacchi a pelo fissati alle pareti della capsula.

 

Gli esperimenti scientifici. La missione di Artemis II si concentra su test di medicina spaziale, monitoraggio delle radiazioni e test tecnici del veicolo Orion con equipaggio. Tra gli esperimenti spicca Avatar per studiare gli effetti delle radiazioni su tessuti umani, con  misurazioni del sonno e del sistema immunitario per la salute a lungo termine; utilizza microchip contenenti cellule degli astronauti per studiare l’impatto della microgravità e delle radiazioni sul midollo osseo.

La missione mira a preparare il terreno per l’allunaggio di Artemis III, studiando la risposta dell’organismo umano alla combinazione di microgravità e radiazioni nello spazio profondo.

 

Consultazioni: Tratto dai Diari di bordo della vita sulla ISS e dai Rapporti del viaggio su Artemis II.  Maggio 31, 2020 diario di bordo ISS; Geopop - Filippo Bonaventura 26 agosto 2020; Alice Amerio   redazione@torinocronaca.it, 09 Aprile 2026.

 

Inserito il:16/04/2026 10:59:00
Ultimo aggiornamento:16/04/2026 11:28:24
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